Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica dell’apparato digerente. Può colpire senza continuità, ovvero un po’ qua e un po’ là, qualsiasi parte della bocca dell’ano.

Il morbo di Crohn può colpire più comunemente l’ileo terminale ovvero la porzione finale dell’intestino tenue o il colon ovvero l’intestino crasso. I sintomi del morbo di Crohn dipendono da soggetto a soggetto e dall’area colpita. I sintomi più comuni sono i dolori addominali, diarrea, perdita di peso e vomito. Non c’è ancora una cura che risolva del tutto la malattia ma esistono dei protocolli farmacologici che sono utili per il controllo dei sintomi e per prevenire le ricadute. Si opta per la chirurgia in casi molto complicati come occlusioni intestinali, ascessi e fistole.

Le cause che provocano il morbo di Crohn sono ancora sconosciute ma è stato dimostrato che le alterazioni provocate da questa malattia provengono da una continua e inappropriata attivazione del sistema immunitario della mucosa intestinale.

Si sa oggi che la nascita del morbo di Crohn è ricondotta a tre fattori che interagiscono tra di loro: la suscettibilità alla malattia nata geneticamente. Si è scoperto infatti che nei pazienti con il morbo di Crohn c’è un gene alterato detto NOD2. Il secondo fattore è il danneggiamento dei tessuti a causa di una reazione immunitaria innescata dai batteri della flora del tratto gastrointestinale. Infine ci sono vari fattori ambientali.

Nelle persone sane la mucosa intestinale è in uno stato di infiammazione controllata ossia fisiologica. Lo scopo di queste reazioni è la formazione di anticorpi IgA (Immunoglobuline A), che si legano ai microrganismi e fanno sì che il sistema immunitario le elimini. Nel morbo di Crohn non è controllata e causa lesioni tissutali. Tra i fattori ambientali ci sono l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei che provocano a volte delle recrudescenze. Il fumo aumenta il rischio di sviluppare il morbo di Crohn.